Io sono un meticcio

Io sono un meticcio.

È un’affermazione che mi piace, che un po’ mi definisce e nella quale mi riconosco: sono un meticcio.

Forse non ho ben chiaro il significato della parola meticcio, ma a me piace pensare che con quella parola e dentro quella parola c’ė un significato che parla di mescolanza, di unione di diversi, di differenze, di inclusione e non di esclusione.

Dentro quella stessa parola ci vedo le mie origini lontane, lontanissime e mi assale con forza la curiosità di scoprire da dove vengo e da dove vengono le persone che mi hanno accompagnato durante il cammino della mia breve esistenza: i miei genitori, i miei nonni e tutti quelli che prima di me sono venuti e dei quali non potrò mai conoscere le sembianze, i volti, le idee, i pensieri.

Ma la curiosità dura ben poco e mi basta pensare che dentro di me, in qualche modo, molte di quelle persone hanno lasciato un segno, anche piccolo, ma significativo.

Sono un meticcio, che sente di appartenere a tutte quelle persone, senza appartenere necessariamente a un luogo specifico.

Le persone innanzitutto.

Percepire l’esistenza delle persone attorno a se diventa un esercizio di inclusione che non ci possiamo permettere di trascurare.

Sapere che la nostra esistenza si intreccia fortemente con l’esistenza di chiunque viva su questa piccola terra diventa un dovere morale, un stimolo continuo a vivere la nostra quotidianità con senso civico, con responsabilità, con la consapevolezza che il dono di essere meticci è un dono che, in qualche modo, va restituito ogni giorno.

Dichiarandomi meticcio affermo la mia convinzione che ciò che mi rende libero e quindi ricco è tutto ciò che mi aiuta ad accogliere e ad accettare le differenze.

Credo che si possa diventare liberi davvero solo nella misura in cui ci si propone di includere, nella propria vita, la vita degli altri.

Ma per mantenere fede a questo, che è un proposito, è necessario lottare, ogni giorno, con il proprio egoismo, la propria pigrizia, lo strano senso di impotenza che pervade le società afflitte dalla solitudine.