Lepri

Lei mi aveva già avvistato  da tempo, io non mi ero ancora accorto della sua presenza e di quello sguardo lontano, ero troppo indaffarato a coordinare i miei movimenti, sull’asfalto della stradina di campagna. Poi ho deciso di guardare l’orizzonte e di distogliere la concentrazione dalla fatica di quella corsa, non potevo rinunciare a quel panorama ormai noto e ancora così ricco di suggestione e di fascino: la pianura di questa “bassa” così umida, calda e a tratti inospitale, dove nelle ore più calde il sole sembra tracimare e le cicale non smettono di strofinare il loro spartito musicale.
Era ferma e immobile, aveva lo sguardo fisso su di me, le orecchie tese, lunghe e spropositate rispetto al muso sottile e affilato, gli occhi grandi e un po’ sgranati, il muso di una lepre. E io arrivavo, come percepita minaccia, con la mia corsa goffa e pesante. Per lei ero solo un nuovo pericolo dal quale salvarsi e così non restava che scappare.
Scappare…scappare veloce come il vento, spinta dalle zampe posteriori come molle, seguendo traiettorie imprevedibili, lontano, il più lontano possibile da quella minaccia… che ero io, impietrito per quel movimento inaspettato, fermo sul posto ad osservare le prodezze di una giovane lepre.
In quel momento sentivo la mia inadeguatezza, non volevo spaventare la povera malcapitata, ma ormai il “danno” era fatto. La lepre non conosceva le mie buone intenzioni e rispondeva al suo istinto primordiale che le gridava con forza scappa, scappa, non ti fermare.
…Improvvisamente la piccola lepre, dopo pochi metri si fermò e da un avvallamento uscì il piccolo muso di una giovane compagna. Bastarono pochi impercettibili segnali tra le due, per vedere riprendere, con rinnovata armonia, la fuga “imprendibile” di quelle coppie di lunghe orecchie. In quel momento provai una grande tenerezza per quelle giovani compagne, per quel gesto di solidale, primitiva e rara complicità.



foto di: autore sconosciuto

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2 thoughts on “Lepri

  1. Questo lato di Andrea non lo conoscevo, molto coinvolgente il tuo breve racconto, e anche ben scritto,…… giovani buzzatiani crescono, non mollarci è molto piacevole leggerti.

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