Faccia di Libro

Tutti i giorni, da un po’ di tempo a questa parte, vado in un posto, sempre lo stesso. Un posto strano, nel quale posso entrare liberamente, almeno così credo, ma dove, a volte, per accedere, devo mettere in una casella uno strano codice con un piccolo segno, dalla forma di lumachina e in un’altra casella un codice ancora più complicato. Quando lo faccio mi sembra di entrare in un posto molto esclusivo e particolare, frequentato da gente altrettanto esclusiva e particolare. Tra di noi ci chiamiamo amici.
La cosa mi sembra un po’ strana perché mi ricordo che, prima di entrare in quel luogo, i miei amici erano diversi…si, diciamo che li trovavo più intimi…e in qualche modo più esclusivi.

“esclusivo”, …pensandoci, che brutta parola. Meglio essere inclusivi che esclusivi.

Non divaghiamo,…di quel posto che dicevo, non vi ho detto il nome.
Si chiama Facebook, SI, faccia di libro, insomma il libro delle facce. E di facce, li dentro, ce ne sono davvero tante, tristi, disperate, felici, felicissime, vere e finte. Proprio tante. Ma alla fine mi sono guardato intorno e mi è venuta voglia di uscire da quel posto. Io non so che faccia metterci in quel posto. La mia faccia si muove continuamente e in ogni momento cambia forma e espressione…e così ho pensato di uscire un po’, lontano da quel posto, un po’ freddo e fintamente ospitale. I miei amici sono ancora la fuori e li voglio incontrare tutti, uno alla volta, senza fretta, senza tempo…e li voglio toccare e li voglio abbracciare e con loro voglio parlare…e anche ascoltare…e la mia faccia cambierà forma…e parlerà di cose tristi e cose belle, e sarà per ognuno una faccia vera.

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3 thoughts on “Faccia di Libro

  1. Bello. “ Gli uomini non hanno più tempo 
per conoscere nulla.
Comprano dai mercati le cose già fatte.
Ma siccome non esistono mercati di amici,
 gli uomini non hanno più amici.
 Se tu vuoi un amico addomesticami”.

    Il piccolo principe
    A. de Saint-Exupèry


  2. Ne sono uscito anch’io (e ricordati che ci ero entrato su tua proposta) per le stesse ragioni. Mi sono accorto di avere poco o niente da dire a tutti; molto meglio avere pochi cui dire tutto.

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